Referendum: intervista a Bersani su L'Unita'

Voto alle 10:00 di mattina, e fatelo tutti.

«Io vado a votare alle dieci di domenica mattina», dice Bersani invitando dirigenti, militanti e simpatizzanti del Pd a fare altrettanto. È chiaro che il dato sull’affluenza alle urne dato dai tg dell’ora di pranzo sarà determinante per il raggiungimento del quorum. «È molto importante incoraggiare tutti ad andare a votare, noi dobbiamo dare un segno immediato di fiducia nella partecipazione».

Nonostante siano 16 anni che non si raggiunge il quorum?

«È arduo, siamo i primi a saperlo, ma ne abbiamo già superate di prove ardue».

Si vince facile, come disse di Milano?

«L’obiettivo può essere raggiunto, innanzitutto per il merito dei quesiti. Si toccano temi su cui c’è una straordinaria sensibilità. A partire dalla questione nucleare».

Berlusconi dice che è un voto inutile, visto che il governo col decreto omnibus ha già bloccato il piano.

«Si tratta di un imbroglio, smascherato dalla Cassazione. Nella sentenza c’è scritto che la pezza che hanno cercato di mettere per evitare il referendum – leggo – “in realtà amplia le prospettive e i modi di ricorso alle fonti nucleari”. Una conferma di quella norma lascerebbe al governo mani libere, senza limite di numero di centrali e di criteri per l’individuazione dei siti».

Dice che interessi ai cittadini anche abrogare il legittimo impedimento?

«Dico che per la prima volta gli italiani hanno la possibilità di affermare che la legge è uguale per tutti. Le norme in vigore già prevedono di ovviare a problemi di impedimento reale ad andare in un tribunale, non c’è nessuna ragione per inventarsi scorciatoie per chicchessia».

Parliamo dei quesiti sull’acqua: dal centrodestra la accusano di aver cambiato idea sulla privatizzazione.

«Questa gente confonde il concetto di privatizzazione con quello di liberalizzazione. La norma Ronchi obbliga la privatizzazione. Costringe a vendere, quindi a svendere perché quando si è costretti il prezzo lo fa chi compra, le società pubbliche. Tutte le pratiche di liberalizzazione che ho fatto io, dall’energia alle ferrovie, non hanno mai previsto l’obbligo di privatizzare. A me le gare vanno benissimo, non vedo cosa c’entri questo con l’obbligo di privatizzare. Sapendo anche che il privato non trasforma l’acqua in vino. Non sono d’accordo però neanche con chi sostiene il contrario».

Ci sarà una manifestazione a Piazza del Popolo: lei sarà sul palco?

«Sarò sotto al palco, ora c’è bisogno del protagonismo della società. È importante che milioni di persone diano un ulteriore segno che il vento è cambiato, e il Pd come ha fatto in questi mesi deve mettersi al servizio della riscossa civica, deve dare una mano e dare la mano ai movimenti».

Che ne pensa dei ministri che annunciano che non andranno a votare?

«Ne penso tutto il male possibile. Chi assume responsabilità di governo, chi giura sulla Costituzione, ha anche dei doveri civici».

Però saranno anche liberi di dare al loro elettorato indicazioni di comportamento, non crede?

«Penso che non pochi elettori di centrodestra vogliano esprimersi, e veder valere il loro voto».

Questo referendum secondo lei avrà conseguenze politiche?

«Ce n’è già di avanzo perché questo governo vada a casa. Certamente, se c’è una grande partecipazione verrà confermata un’esigenza di cambiamento. Per quanto ci riguarda, anche se Berlusconi continuerà ad esercitarsi in tecniche di sopravvivenza, noi chiederemo le dimissioni di questo governo. Come stiamo facendo da qualche mese a questa parte».

Dice che anche il vertice notturno tra Berlusconi, Bossi e Tremonti punti a tecniche di sopravvivenza?

«Non sarà un vertice notturno a risolvere problemi che per mesi hanno negato. Non hanno messo mano a nessuna riforma in grado di promuovere la crescita. E invece sento Berlusconi parlare di allargare i cordoni della borsa, di abbassare delle tasse. Ma di cosa parla?».

E se invece arrivasse veramente in Parlamento una riforma fiscale?

«Siamo seri, si può distribuire diversamente il carico fiscale se si vuole maggiore equità e un po’ di crescita. E distribuire equamente vuol dire caricare di più sull’evasione e sulle rendite finanziarie e da patrimonio, e cominciare ad alleggerire il carico su impresa e lavoro. Se si aprisse mai un discorso serio, io sono pronto a sfidare il governo, ad aprire un confronto in Parlamento a partire dalle nostre idee. Ma se vengono fuori palloni miracolistici alla Berlusconi no, non ci faremo prendere in giro. D’altronde, l’esempio di queste ore è il federalismo. I Comuni, come dicemmo mesi fa, stanno applicando sistemi di sovratassazione che derivano dai tagli decisi dal governo».

Qualcosa l’inventeranno per rilanciare dopo la sconfitta, non crede?

«Veramente per ora il Pdl parla di primarie, di un segretario anziché tre coordinatori, di tutto fuorché dell’Italia. È impressionante il tipo di discussione che fanno. Come può non venirgli in mente di domandarsi se abbiano sbagliato qualcosa, sul piano della democrazia, su quello economico e sociale. Niente. Neanche nella sconfitta riescono a parlare dei problemi della gente».

C’è chi scrive che per Berlusconi Tremonti punta al Colle con i voti del Pd.

«Non so se sia vero che attribuisca a Tremonti una cosa così fantasiosa. Pur conoscendo la fantasia del ministro dell’Economia, questa mi sembra francamente troppo».

Dice Vendola che è inadeguata la forma partito e che Pd, Sel e Idv dovrebbero dar vita a un soggetto nuovo.

«Il tema di superare la forma partito era di molti anni fa. Il tema di oggi è qual è la nuova forma partito. E noi lavoriamo sul Pd. Dopodiché, ricordo che io un anno fa ho proposto un nuovo Ulivo. Chiamiamolo anche in modo diverso, ma dobbiamo lavorare a un avvicinamento tra le forze di centrosinistra che intendono impegnarsi in una nuova prospettiva di governo, e fare in modo che questo rapporto venga percepito anche come una soggettività. Ma questo non può essere disgiunto dai problemi, quindi dobbiamo rassicurarci che quando parliamo di riforma del fisco, lavoro, precarietà, democrazia, politica estera, stiamo dicendo cose esigibili da chi ci deve votare. Ogni possibile riapertura di cantieri può partire solo da questo, da una credibile e positiva esperienza di governo. Altrimenti, facciamo del politicismo. E il Paese non lo capirebbe».

12 – 13 giugno

Referendum, un nuovo appuntamento per la riscossa democratica

Il 12 e il 13 giugno saremo di nuovo chiamati a un importante appuntamento elettorale, che per Milano avrà una valenza particolare.
I milanesi dovranno infatti esprimersi sia su quattro quesiti referendari nazionali che su cinque questioni riguardanti la propria città.
Si tratta di decidere del futuro che desideriamo per il nostro Paese e per Milano.
Come Partito Democratico, ci siamo mobilitati a livello nazionale a favore del Sì: vogliamo che l’acqua continui a essere un bene pubblico, non una merce come le altre; che si punti sulle rinnovabili anziché sul nucleare; che la legge sia davvero uguale per tutti, così come sancito dal nostro ordinamento costituzionale.
Si tratta di questioni di importanza fondamentale sulle quali è essenziale che i cittadini si pronuncino: ecco perché il nostro primo obiettivo è quello del raggiungimento del quorum. Nonostante gli inviti al non-voto e i tentativi disincentivanti del Governo, crediamo che questo sia oggi un traguardo possibile. La campagna elettorale per Giuliano Pisapia sindaco ci ha dimostrato di come una grande mobilitazione popolare possa raggiungere grandi risultati ed è con lo stesso spirito che ci stiamo impegnando per questa scadenza elettorale.
A questi quesiti si accompagneranno poi quelli su Milano, che hanno come scopo quello di rendere più vivibile e sostenibile la città. Ecopass e mobilità, verde pubblico, Expo, energia pulita, riqualificazione di Darsena e Navigli sono temi centrali per lo sviluppo cittadino e metropolitano. Dai referendum nazionali e cittadini, grande strumento di democrazia, parte la scelta fra due modelli diversi di progettare il nostro futuro. Per il Partito Democratico, la rotta da seguire è chiara. Vogliamo che l’Italia e che Milano investano sull’ambiente e sulla qualità della vita, sull’uguaglianza e sulla democrazia.
Ecco perché invitiamo tutti i cittadini a fare passaparola per il voto del 12 e 13 giugno. La riscossa democratica del Paese, iniziata con le amministrative, non potrà che risultare rafforzata se ci sarà  un’ampia partecipazione a questo importante appuntamento.

12 e 13 Giugno

Il 12 e il 13 giugno i cittadini milanesi non si limiteranno a votare i quattro quesiti nazionali, ma saranno chiamati a esprimere un’opinione su altri 5 temi di grande importanza per il futuro della città. Diversamente dai referendum nazionali, per quelli che riguardano la città il quorum si raggiunge con il 30% più uno dei votanti. Si tratta di un obiettivo possibile, ecco perché il Partito Democratico ha deciso di sostenere con forza la mobilitazione per far conoscere i quesiti e invitare i milanesi al voto. Ecco, brevemente, i temi sui quali si dovranno esprimere i cittadini:

1. Ecopass e mobilità sostenibile. Votiamo Sì perché vogliamo potenziare il trasporto pubblico, le piste ciclabili, le aree pedonali.
2. Verde pubblico. Votiamo Sì perché vogliamo raddoppiare il verde e ridurre il consumo di suolo
3. Conservare il parco dell’Expo. Votiamo Sì perché vogliamo che venga garantita la conservazione del futuro parco agroalimentare dell’Expo. Milano non ha bisogno di un’altra colata di cemento.
4. Energia pulita ed edilizia sostenibile. Votiamo Sì per il risparmio energetico, l’energia pulita e il teleriscaldamento. Anche a Milano, diamo il nostro contributo per la riduzione dei gas serra.
5.Riqualificare Darsena e Navigli. Votiamo Sì per valorizzare Darsena e Navigli, grande ricchezza per tutta la città.

Il 12 e il 13 giugno, si decide il futuro di Milano. Non perdiamo questa occasione di dare il nostro contributo: facciamo passaparola affinché, con un’ampia partecipazione, Milano dia seguito alla grande riscossa democratica delle amministrative.

Referendum 12 e 13 Giugno

Nei prossimi giorni ci attende una nuova consultazione dei cittadini, il 12-13 giugno si terranno infatti quattro referendum abrogativi.
Oggetto dei quesiti referendari saranno il decreto Ronchi sulla privatizzazione del sistema idrico, il ritorno all’energia nucleare e il cosidettto “legittimo impedimento”.
Il PD propone agli elettori di votare quattro Sì: per ribadire che l’acqua deve rimanere pubblica, contro il nucleare e contro il legittimo impedimento.
A Milano, oltre alle quattro schede nazionali, ci saranno altri cinque referendum su: riduzione del traffico, verde pubblico, il parco dell’Expo, il risparmio energetico e la riapertura della Darsena.
Anche per questi il PD propone di votare cinque Sì.
Le forze di centro destra, il governo ed i media parlano poco dei referendum perchè sperano che, ancora una volta, il quorum non venga raggiunto. Il PD si sta impegnando per favorire l’informazione e mobilitare i cittadini su questi temi importanti.

Tornare a votare il 29 e 30 maggio

Un grazie a tutti voi, cittadini di zona 3, che, con il vostro voto, avete fatto vincere la coalizione di centro sinistra nel  Consiglio di Zona 3 e sostenuto Giuliano Pisapia a Sindaco di Milano.

Grazie anche per lo straordinario successo che avete assicurato al PD, in zona e a livello cittadino, ora mancano pochi giorni al ballottaggio decisivo, è importante che nessun voto vada disperso.
Il 29 e 30 Maggio votiamo tutti Giuliano Pisapia sindaco perché la nostra città risorga e così l’Italia.

Basta il segno sul suo nome.
Grazie ancora per  il voto che avete dato e soprattutto per quello che darete.

A presto

Francesco Francioso

segretario del circolo PD 15 martiri

Festa d’estate il 22 giugno al Circolo PD di Via Marcona 101

Un buon aperitivo, info-point sulla manovra e le pensioni, musica dal vivo.

Martedì 22 giugno dalle 19,30 al Circolo PD Quindici Martiri di via Marcona 101, Festa d’estate.

Happy hour – DOPPIOFONDO Live

Vi aspettiamo!

FESTA D'ESTATE AL CIRCOLO

Un buon aperitivo, info-point sulla manovra e le pensioni, musica dal vivo.

Martedì 22 giugno dalle 19,30 al Circolo PD Quindici Martiri di via Marcona 101, Festa d’estate.

Happy hour – DOPPIOFONDO Live

Vi aspettiamo!

Partiti per Bergamo – La strage nazifascista di Piazzale Loreto. Proiezione al Circolo

Martedì 11 maggio 2010 alle ore 21,00 al Circolo PD proprio intitolato ai Quindici Martiri di Piazzale Loreto di Via Marcona 101, proiezione del Docufilm che ricostruisce attraverso documenti e testimonianze, la strage del 10 agosto 1944.  Sarà presente Sergio Fogagnolo, uno dei promotori del progetto, dell’associazione “Le radici della pace – i 15″.

Ci sono due episodi di piazzale Loreto: uno ha cannibalizzato l’altro, quello che vogliamo rivendicare è il significato storico particolare, la reazione di popolo contro un regime oppressivo e terroristico. Ci auguriamo che questo filmato possa contribuire a informare le giovani generazioni, con una diffusione nelle scuole, nelle associazioni e nei circoli.” (S. Fogagnolo)

L’ingresso è libero, fino ad esaurimento posti.

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